LE RAGIONI DEL NOSTRO NO!
Il
sito scelto è assolutamente inidoneo per l’allestimento di una discarica sotto svariati profili:
1.
dista solo 42 metri dalle prime case di un centro abitato detto proprio del
Castagnaro e non risulta che sia stato effettuato uno studio
previsionale (ad es. studio dei venti) relativo agli odori e al trasporto degli
inquinanti;
2.
dista poche centinaia di metri, in
linea d’aria, dalla discarica di località Pisani per la quale é pendente un procedimento penale per disastro ambientale
davanti al giudice monocratico del Tribunale di Napoli dr. Vincenzo Caputo, nel
cui ambito é stata prodotta una consulenza tecnica in cui si afferma che in una
vasta area confinante con la discarica di Pianura che tocca anche il
Castagnaro, “ in alcuni punti la quantità dell’ossigeno e/o degli idrocarburi è
risultata non compatibile con la vita umana”;
3.
la cava é a quota di campagna (+3m
rispetto al piano stradale) la discarica dovrebbe svilupparsi in altezza per
circa 100/150 metri una vera e
propria “montagna di rifiuti” con
pericolo frane e smottamenti
4.
insiste
su un'area a Protezione integrale con Restauro
Paesaggistico Ambientale “Zona P.I.R..” secondo il Piano Territoriale
Paesistico dei Campi Flegrei, ai
limiti dell'Area del Parco dei Campi Flegrei (territorio vincolato
per la presenza di foreste e boschi densamente vegetata l'intervento comporta
un grave depauperamento delle bellezze
naturalistiche), il recente piano regionale
di gestione dei rifiuti della Regione Campania, pubblicato sul Bollettino ufficiale della Regione
Campania n 80 del 27 dicembre 2011 e approvato in data 16 gennaio 2012 dal
Consiglio regionale, prevede espressamente il divieto di realizzazione di
discariche e di altre tipologie impiantistiche legate ai rifiuti, in piena
ottemperanza al disposto del vigente Codice dei beni culturali e del paesaggio
che, tra le aree tutelate per legge (art. 142 decreto legislativo n. 42 del
2004) per lo specifico interesse paesaggistico, include anche i parchi e le
riserve nazionali o regionali, nonché i territori di protezione esterna dei
parchi; precisamente come nel caso dell'area del Castagnaro;
5.
si
trova anche nelle immediate vicinanza del Sito di Importanza Comunitaria
(SIC) "Monte Barbaro e Cratere di Campiglione, individuato ai
sensi della Direttiva 92/43/CEE denominata "Habitat";
6.
la zona è gravata da vincolo
idrogeologico ai sensi del R.D. 30 dicembre 1930;
7.
area a
Rischio molto elevato R4, derivante da frane ed alluvioni secondo
il Piano Stralcio per l’Assetto Idrogeologico dell’Autorità di Bacino Nord
Occidentale di Napoli;
8.
Il
P.RA.E. posiziona la cava nelle Aree
di Crisi n°4 e Aree di
Particolare Attenzione n°1;
9.
il suolo é altamente permeabile
trattandosi di cava di lapillo materiale poroso e incoerente, senza alcuna
barriera geologica naturale, indispensabile anche secondo il citato piano
regionale dei rifiuti;
10.
con falda
acquifera tra i 20 e i 25 metri di profondità e quindi facilmente raggiungibile
anche a causa di fratture del suolo e della permeabilità dello stesso
in area sovrastante il c.d. Pozzo flegreo una riserva d'acqua sotterranea a
servizio della città di Napoli;
11.
insiste
in zona sismica “zona n. 2 da O.P.C..M. n. 3274/2003” Zona con pericolosità sismica media dove possono verificarsi terremoti
abbastanza forti, e zona bradisismica con alta instabilità nell'ultima
crisi bradisismica 1982-84 l'area del Castagnaro ebbe un sollevamento di 20cm e
uno sforzo orizzontale di 5cm, con prevedibili e disastrosi
effetti su qualsiasi impermeabilizzazione;
12.
insiste su
un area di pregio archeologico non compatibile secondo la Soprintendenza
ai beni archeologici con l'apertura di una discarica e di un nuovo asse viario;
13.
la viabilità esistente non può sopportare
l'incremento veicolare dovuto ai
mezzi pesanti in entrata e in uscita dalla discarica per cui é addirittura prevista la realizzazione
di un nuovo asse viario che dovrà collegare la provinciale di
Monteruscello con il Castagnaro attraversando terreni a bosco ceduo e agricoli
senza uno studio previsionale di possibili impatti ambientali e
specialmente dell'incremento dei livelli di PM 2,5 e PM 10, i primi ad alto
rischio cancerogeno (sui terreni interessati da questa opera viaria lo
scrivente ha già reso dichiarazioni alla commissione regionale ecomafie);
14.
la cava si trova in area SIN (siti
inquinati o potenzialmente inquinati di interesse nazionale), in
territorio vincolato (coperto da foreste e boschi);
15.
Il coefficiente d'uso dovrebbe essere
1.5, il coefficiente si riferisce al livello di sicurezza a cui bisogna rapportarsi nella realizzazione
dell'intervento ed è determinato in relazione agli eventi dannosi che possono
verificarsi in caso di calamità naturali (terremoti, frane, alluvioni ecc.) .
Il coefficiente, trattandosi di discarica, è molto alto. Ciò dimostra la scelleratezza della scelta , in
quanto, pur in presenza di un coefficiente alto, si individua un sito che per
tutte le sue caratteristiche geologiche, idrauliche non dà alcuna garanzia di
sicurezza;
16.
Condotta idrica a servizio dell'area di
Ischia a non più di mt. 200;
17.
Area ad alta vocazione turistica e con
produzione enogastronomiche di gran pregio, produzione DOC di vino falanghina, mela annurca e ciliegie,
le coltivazioni sono contigue all'area di discarica (nel piano regionale
rifiuti é vietata la realizzazione di
discariche in zone prossime a coltivazioni DOC)
18.
Costo esorbitante: Costo di realizzazione
€. 24.508.794,92, Fase operativa €. 10.700.000,00, Fase post-operativa €.
7.500.000,00 TOTALE €. 42.708.794,92 senza conteggiare il costo di
realizzazione del novo asse viario (dati
riportati in progetto preliminare)
La famigerata
e sbandierata ricomposizione ambientale della cave con compost fuori
specifica le ragioni di un NO! :
1.
Il Commissario straordinario per la individuazione dei siti non ha alcuna
competenza in materia di ricomposizione ambientale delle cave ma solo per la
individuazione e realizzazione di discariche;
2.
Il Compost fuori specifica CER 190503 non viene prodotto e non é stato mai prodotto
dagli stir campani che non sono neppure autorizzati a produrlo. La discarica andrebbe in esercizio nel 2013 e
il compost fuori specifica anche secondo le più rosee previsioni sarebbe
prodotto non prima del 2015 nel frattempo nella discarica del Castagnaro non
potrebbe che essere portato il tal quale.
3.
L’utilizzo
del Compost Fuori Specifica (CER 190503)
per “rinaturalizzare” cave dismesse o abbandonate è considerarsi estremamente
rischioso per l’uomo e per l’ambiente per i seguenti motivi:
A) Non può essere considerato un
materiale di ricomposizione ambientale perché
è fortemente inquinato ed è ancora oggetto di processi microbiologici di
fermentazione.
B) Anche se il prodotto della
fermentazione dal punto di vista tecnico si considera “Biostabilizzato” nella
realtà questa tipologia materiale anche se viene mescolato a materiale inerte è
un materiale organico e come tale è soggetto ad altre fermentazioni
ed altri processi biologici di
trasformazione con le altre componenti del terreno.
C) Poiché il Compost Fuori
Specifica CER è costituito da materiale organico contaminato ancora
biodegradabile, durante i processi di mineralizzazione della sostanza organica,
che necessita di tempi lunghi, possono
essere rilasciati elementi inquinanti nei vari comparti ambientali (aria, acqua
suolo e sottosuolo).
D) Non appare realisticamente
possibile il riempimento parziale o totale o di cave dismesse o la loro
risagomatura perché si tratta di
materiale inquinato ed instabile che potrebbe solamente essere usato, laddove
consentito, per profondità limitate (1
metro circa).
E) Allo stato attuale delle
conoscenze il Compost fuori specifica
CER 190503 può essere utilizzato esclusivamente per la ricopertura dei rifiuti
solidi urbani in discarica o l’incenerimento in impianti idonei ma non è possibile
altra utilizzazione senza arrecare danni irreparabili all’ambiente.
4. Il compost fuori specifica produce
percolato : sono previste due vasche per la raccolta del percolato. I centinaia
di camion che percorreranno le strade di Quarto e Pozzuoli “percoleranno”
lungo la strada con effetti inquinanti sui suoli che percorreranno e
per la popolazione.