NO
ALLA DISCARICA NE’ AL CASTAGNARO NE ‘ ALTROVE
Un
evento di portata mondiale come la giornata della terra che non
preveda un confronto con i comitati campani che da anni si occupano
di salvaguardia e tutela del territorio è un vuoto esercizio di
retorica!
In
questi anni non c'è una cittadina della periferia di Napoli o degli
altri capoluoghi di provincia che non abbia visto calpestare
brutalmente e con la forza il proprio diritto ad un ambiente sano e
alla salute.
Non
è più credibile la politica del palliativo che punta sullo
strumento emergenziale per risolvere in maniera episodica il
problema, poiché questa situazione va avanti da 20 anni.
Questo
in realtà è un regime che si veste di democrazia, dove
la vita di politici e ricconi è più importante di quella delle
persone normali che si
svegliano ogni mattina per andare a lavorare.
La
morte per tumore o le malformazioni neonatali, la morte dell'economia
e la distruzione dei nostri sacrifici a loro non interessa affatto...
La
presenza a Napoli ed in maniera specifica nella zona Flegrea di un
evento di tale portata che punta a discutere le tematiche ambientali
e che non si pone come obiettivo quello di discutere la questione
rifiuti ci appare come una dichiarazione di intenti senza un risvolto
pratico e lontano dai reali problemi della gente di questa terra.
In
particolare a pochi chilometri dal luogo di questo incontro stanno
tentando da mesi di aprire una discarica, in zona Castagnaro (tra
Quarto e Pozzuoli). Solo la mobilitazione popolare ha impedito che
ciò non sia ancora avvenuto e che ad oggi la zona non sia stata
ancora devastata. In uno dei pochi polmoni verdi del territorio
vogliono fare una montagna di immondizia camuffata con il truffaldino
nome di ricomposizione ambientale con Compost fuori specifica che in
Campania non viene nemmeno prodotto!
Un
progetto di oltre 50 milioni di euro che prevede la realizzazione di
vasche di percolato (che di fatto ne fanno una vera e propria
discarica), la cementificazione di un area boschiva, al ridosso del
parco regionale dei Campi flegrei, sottoposta a vincolo paesaggistico
e della sovraintendenza archeologica, ad alto rischio frana,
idrogeologico e sismico, come già sottolineato addirittura da una
raccomandazione del Senato e un ordine del giorno della Camera, da
una delibera del consiglio regionale, una delibera congiunta dei
quattro Comuni Flegrei e del consiglio Comunale di Napoli ed
oltretutto vi è la presenza di case a pochi metri dalla cava.
L’
evidente scelleratezza del progetto è stata così manifesta da
portare alle dimissioni del Responsabile Unico del Procedimento
l'ingegnere Perillo e al rinvio di due comitati di Ordine e Sicurezza
Pubblica.
Ma
ancora oggi nonostante la massiccia mobilitazione popolare e la
manifesta follia del progetto non abbiamo ufficialmente lo stralcio
della cava, ma continui tentativi di militarizzazione del territorio
e l'ottusità del Presidente della regione Caldoro e del commissario
straordinario Vardè che non vogliono ritornare sui propri passi.
Non
vogliamo un piano dei rifiuti fondato su inceneritori e discariche
che devastano l'ambiente facendo arricchire politici affaristi e
criminalità organizzata e che tarpa le ali ad una risoluzione
definitiva dell'emergenza rifiuti con un piano di riduzione dei
rifiuti a monte, riuso, raccolta differenziata seria e compostaggio
che porterebbe ricchezza e vantaggi per tutti i cittadini Campani.
E'
ARRIVATO IL MOMENTO DI PIANTARE I PIEDI PER TERRA E DIRE BASTA A
QUESTA POLITICA CHE CI AFFOGA E CI AFFONDA E RIPRENDERCI I NOSTRI
DIRITTI!!!
NEL
2012 NON E’ POSSIBILE ANCORA CERCARE FOSSI DOVE APRIRE LE
DISCARICHE!!!
Comitato
Castagnaro
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