lunedì, gennaio 30
Assemblea pubblica aula consiliare di Quarto
Domenica si è svolta l'assemblea pubblica a difesa della cava del Castaganro,che vedeva coinvolti i rappresentanti del comitato "No alla Discarica nel Castagnaro" assieme ad altri comitati civici ed esperti di vari settori.
sabato, gennaio 28
GRAVE ATTO INTIMIDATORIO AL PRESIDENTE DEL COMITATO CONTRO LA DISCARICA NEL CASTAGNARO
COMUNICATO STAMPA
COMITATO CASTAGNARO
NO ALLA DISCARICA
NE’ AL CASTAGNARO NE’ ALTROVEOggi un grave atto intimidatorio ha colpito uno degli esponenti del Comitato antidiscarica del Castagnaro: l’autovettura dell’avv. Luigi Rossi è stata gravemente danneggiata nei pressi dell’Ipercoop e lui è stato telefonicamente minacciato.
Questo grave atto di stampo camorristico dimostra che affari illeciti si nascondono dietro la scelta della cava del Castagnaro come luogo per realizzare una nuova discarica.
Esprimiamo solidarietà incondizionata all’avv. Luigi Rossi
Colpire uno di noi vuol dire colpire tutti noi, ma non ci intimidiranno!
La nostra battaglia di civiltà e a tutela della salute di tutti gli abitanti dell’area flegrea non si fermerà.
Comitato Castagnaro
venerdì, gennaio 27
Consiglio Comunale compatto: "No alla discarica al Castagnaro"
Quarto 27/01/2012
fonte
Consiglio Comunale all'insegna della coesione quello tenutosi stamane nell'aula consiliare "Peppino Impastato"; oggetto del Consiglio Comunale straordinario, convocato dal presidente Michele Di Falco, è stata la paventata ipotesi di riempire di materiale CER 19.05.03(compost fuori specifica) la Cava dismessa del Castagnaro; politicamente appartenente al Comune di Pozzuoli ma territorialmente insistente su Quarto.
Le due mozioni presentate dal Consigliere Secone e dai Consiglieri Martusciello e Amirante, e la delibera di consiglio proposta dal Sindaco, Massimo Carandente Giarrusso, sono state discusse e poi votate tutte con un appello unico il cui voto è stato unanime da parte dei 22 presenti; l'intera assise si è dichiarata contraria al riempimento non solo della Cava del Castagnaro, ma di tutte le Cave presenti sul territorio di Quarto.
Un Consiglio comunale a cui hanno partecipato anche due associazioni cittadine costituitesi ad hoc.
Nel suo intervento, il primo cittadino quartese ha condiviso la posizione dell'Assise, apprezzando la coesione mostrata da tutti i partiti politici e ha analizzato il motivo per cui negare l'utilizzo di tale materiale per la risagomatura e ricomposizione di cave abbandonate o dismesse.
"Nella composizione del materiale CER 19.05.03 vi è la presenza di metalli pesanti, solventi e altre sostanze tossiche che ne sconsigliano l'utilizzo per la ricomposizione ambientale" - ha asserito la fascia tricolore.
Il Sindaco ha poi voluto chiarire la posizione del Comune di Quarto rispetto alla questione discariche.
"Noi siamo contrari alla creazione di discariche in linea generale e non solo in casa nostra e siamo favorevoli ad un processo che possa portare ad un riciclo totale dei rifiuti. Siamo pronti a manifestare e ad esporre le nostre ragioni alla Provincia, alla Regione e anche a Roma se si dovesse ritenere necessario; non sarà solo una mobilitazione sociale ma anche politica. Quarto è tirata in ballo quotidianamente per notizie poco lusinghiere ma le Istituzioni non aiutano il territorio anzi, se possibile, tendono a martirizzarlo ogni qualvolta se ne presenti l'occasione".
Ufficio Stampa - Dott. Silvio Di Falco – Tel. 3280641836fonte
martedì, gennaio 24
Il Dossier sui Rifiuti della Regione Campania, un’accozzaglia di omissioni ed inesattezze
Rifiuti: Il CO.RE.ri – Coordinamento regionale rifiuti della Campania, scrive al Commissario Europeo all’Ambiente Potocnik segnalando incongruenze e criticità del “dossier” che la Regione, in accordo con Provincia, Comune di Napoli e Ministero dell’Ambiente, ha inviato a Bruxelles in allegato al Piano Regionale.
24 gennaio 2012 - Coordinamento Regionale Rifiuti
Una lettera spedita in questi giorni per informare la Commissione Europea e il Commissario all’Ambiente Potocnik, in vista della imminente visita del Ministro dell’Ambiente Clini a Bruxelles e della prossima decisione dell’Europa in merito alla procedura di infrazione contro la Regione Campania, su alcuni importanti elementi di criticità che riguardano sia il pessimo Piano Rifiuti approvato dal Consiglio Regionale due settimane fa, sia il “dossier” che la Regione Campania ha concordato con il Ministro per rispondere ai rilievi contenuti nella lettera di messa in mora.
Al di là della già denunciata illegittimità del Piano, che viola palesemente la gerarchia prevista dalle direttive europee in materia di gestione dei rifiuti, il CO.RE.ri. ha evidenziato a Potocnik come la Regione Campania, pur avendo formalmente rispettato le procedure di consultazione del pubblico previste dalla procedura di Valutazione Ambientale strategica, non abbia in concreto recepito quasi nessuna delle Osservazioni presentate, nonostante in gran parte le avesse giudicate ammissibili. Lo ha indirettamente confermato anche lo stesso Assessore Regionale all’Ambiente Romano quando in consiglio regionale, per rispondere alle critiche di quei consiglieri che lamentavano di aver avuto poco tempo per esaminare il piano, affermava che il piano era “sostanzialmente immutato” rispetto a quello pubblicato nel giungo 2011.
Altro aspetto evidenziato dal CO.RE.ri. riguarda l’evidente contrasto tra gli obiettivi di raccolta differenziata al 2014 previsti dal piano (fermi al 50%) e le previsioni contenute nel citato dossier, che già a fine 2012 ipotizzano il raggiungimento di una soglia del 57%. Segno che, a differenza di quanto sempre sostenuto dai redattori del Piano, l’obiettivo del 65% non solo non è affatto irraggiungibile ma sarebbe assolutamente necessario giacché consentirebbe di evitare il conferimento in discarica, in violazione delle norme comunitarie, di rifiuto tal quale, così come avviene oggi e così come il dossier della Regione prevede debba avvenire almeno fino al 2014, avendo scelto, in linea con il piano, di limitare per gli anni successivi l’obiettivo di raccolta differenziata al 50% .
Su questo aspetto preoccupa anche il fatto che si dica alla Commissione Ue che dal 2013 la frazione organica in uscita dagli STIR sarà stabilizzata ma poi di fatto non si indichino tempi e modalità per l’entrata in funzione degli impianti necessari. E se la regione Lazio è sotto infrazione perché invia nella discarica di Malagrotta rifiuti non trattati non si capisce perché la Commissione Ue debba consentire che questo avvenga in Campania.
Appaiono paradossali, poi, anche le informazioni fornite circa l’inceneritore di Acerra, per il quale si afferma non esservi mai stati sforamenti nelle emissioni. Senonchè, ricorda il CO.RE.ri. proprio le centraline esistenti nelle vicinanze dell’impianto hanno fatto registrare almeno 250 sforamenti dei limiti delle polveri sottili nei primi 500 giorni di funzionamento dell’impianto, che a tutt’oggi continua ad usufruire illecitamente degli incentivi CIP6 sulla produzione di energia.
Altra questione posta all’attenzione dell’Europa è quella delle ecoballe stoccate sul territorio campano per il cui smaltimento la Regione ha optato per la realizzazione di un inceneritore da 500 mila tonnellate nell’area di Giugliano. Proprio quell’area, acquistata dallo Stato nel 2010, che ancora oggi ospita gran parte delle balle, buona parte delle quali di proprietà della FIBE (che infatti le ha iscritte a bilancio) e che, secondo la magistratura, era nella disponibilità, tramite prestanomi, del boss dei casalesi Michele Zagaria. Il rischio, segnala il CO.RE.ri. è che senza garanzie di alcun tipo, i fondi comunitari possano essere utilizzati per “riscattare” le balle o finire in qualche modo nelle mani della criminalità organizzata.
Resta infine il problema del contrasto tra la Regione Campania e il Comune di Napoli sull’impianto di Napoli est, su cui il “dossier” sorvola ma che, con il prossimo venir meno della provincializzazione del ciclo, potrà condizionare seriamente la soluzione del problema rifiuti.
Abbiamo ritenuto opportuno, conclude il CO.RE.Ri., che la Commissione Europea venisse messa al corrente di tali situazioni, affinché possa assumere con responsabilità le proprie decisioni, nella piena consapevolezza e conoscenza dei fatti: non è certo con il dossier inviato, una accozzaglia, tutta italiana, di omissioni ed inesattezze, che riteniamo possa essere chiusa la vicenda dei rifiuti in Campania.
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Al di là della già denunciata illegittimità del Piano, che viola palesemente la gerarchia prevista dalle direttive europee in materia di gestione dei rifiuti, il CO.RE.ri. ha evidenziato a Potocnik come la Regione Campania, pur avendo formalmente rispettato le procedure di consultazione del pubblico previste dalla procedura di Valutazione Ambientale strategica, non abbia in concreto recepito quasi nessuna delle Osservazioni presentate, nonostante in gran parte le avesse giudicate ammissibili. Lo ha indirettamente confermato anche lo stesso Assessore Regionale all’Ambiente Romano quando in consiglio regionale, per rispondere alle critiche di quei consiglieri che lamentavano di aver avuto poco tempo per esaminare il piano, affermava che il piano era “sostanzialmente immutato” rispetto a quello pubblicato nel giungo 2011.
Altro aspetto evidenziato dal CO.RE.ri. riguarda l’evidente contrasto tra gli obiettivi di raccolta differenziata al 2014 previsti dal piano (fermi al 50%) e le previsioni contenute nel citato dossier, che già a fine 2012 ipotizzano il raggiungimento di una soglia del 57%. Segno che, a differenza di quanto sempre sostenuto dai redattori del Piano, l’obiettivo del 65% non solo non è affatto irraggiungibile ma sarebbe assolutamente necessario giacché consentirebbe di evitare il conferimento in discarica, in violazione delle norme comunitarie, di rifiuto tal quale, così come avviene oggi e così come il dossier della Regione prevede debba avvenire almeno fino al 2014, avendo scelto, in linea con il piano, di limitare per gli anni successivi l’obiettivo di raccolta differenziata al 50% .
Su questo aspetto preoccupa anche il fatto che si dica alla Commissione Ue che dal 2013 la frazione organica in uscita dagli STIR sarà stabilizzata ma poi di fatto non si indichino tempi e modalità per l’entrata in funzione degli impianti necessari. E se la regione Lazio è sotto infrazione perché invia nella discarica di Malagrotta rifiuti non trattati non si capisce perché la Commissione Ue debba consentire che questo avvenga in Campania.
Appaiono paradossali, poi, anche le informazioni fornite circa l’inceneritore di Acerra, per il quale si afferma non esservi mai stati sforamenti nelle emissioni. Senonchè, ricorda il CO.RE.ri. proprio le centraline esistenti nelle vicinanze dell’impianto hanno fatto registrare almeno 250 sforamenti dei limiti delle polveri sottili nei primi 500 giorni di funzionamento dell’impianto, che a tutt’oggi continua ad usufruire illecitamente degli incentivi CIP6 sulla produzione di energia.
Altra questione posta all’attenzione dell’Europa è quella delle ecoballe stoccate sul territorio campano per il cui smaltimento la Regione ha optato per la realizzazione di un inceneritore da 500 mila tonnellate nell’area di Giugliano. Proprio quell’area, acquistata dallo Stato nel 2010, che ancora oggi ospita gran parte delle balle, buona parte delle quali di proprietà della FIBE (che infatti le ha iscritte a bilancio) e che, secondo la magistratura, era nella disponibilità, tramite prestanomi, del boss dei casalesi Michele Zagaria. Il rischio, segnala il CO.RE.ri. è che senza garanzie di alcun tipo, i fondi comunitari possano essere utilizzati per “riscattare” le balle o finire in qualche modo nelle mani della criminalità organizzata.
Resta infine il problema del contrasto tra la Regione Campania e il Comune di Napoli sull’impianto di Napoli est, su cui il “dossier” sorvola ma che, con il prossimo venir meno della provincializzazione del ciclo, potrà condizionare seriamente la soluzione del problema rifiuti.
Abbiamo ritenuto opportuno, conclude il CO.RE.Ri., che la Commissione Europea venisse messa al corrente di tali situazioni, affinché possa assumere con responsabilità le proprie decisioni, nella piena consapevolezza e conoscenza dei fatti: non è certo con il dossier inviato, una accozzaglia, tutta italiana, di omissioni ed inesattezze, che riteniamo possa essere chiusa la vicenda dei rifiuti in Campania.
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