venerdì, giugno 29

Il consiglio comunale di Pozzuoli approva la delibera contro la discarica al Castagnaro


Il consiglio comunale di Pozzuoli approva la delibera contro la discarica al Castagnaro
Il primo Consiglio Comunale di Pozzuoli ha visto l'approvazione, all’unanimità, di una delibera contro il mostruoso progetto di costruire una discarica nella Cava del Castagnaro.
Il sindaco ha assicurato che si prodigherà, assieme a tutto il Consiglio Comunale, per ottenere un incontro con il presidente della Regione Caldoro entro la prossima settimana.
Questa delibera, che si aggiunge a quelle degli altri Comuni dell'Area Flegrea, conferma la bontà della nostra lotta  e dopo quest'ulteriore atto contro la discarica pretendiamo l'immediato stralcio della cava dal piano regionale rifiuti e la revisione dello stesso.
Purtroppo dobbiamo registrare una dolente nota per quanto riguarda sia le difficoltà riscontrate nell’accedere al consesso civico e sia l'inspiegabile rifiuto di far fare un breve intervento ad un rappresentante del Comitato  che ne esponesse la posizione.
Queste chiusure alla partecipazione democratica ed all’apporto popolare rappresentano, a nostro giudizio e come affermato anche da molti consiglieri, un ostacolo invalicabile al confronto dei cittadini con le istituzioni. Questo confronto è invece una necessità primaria per  una città come Pozzuoli che esce da un esperienza di commissariamento.
Per oltre un'ora numerosi cittadini ed i membri del comitato sono stati tenuti, sotto il sole cocente, fuori la porta del comune senza alcuna giustificazione e sono stati fatti entrare successivamente solo  previa meticolosa schedatura e fotografia di rito.
Non ci è stata data la possibilità di prendere la parola per un breve intervento su un tema che ci vede coinvolti ininterrottamente da 6 mesi e sul quale abbiamo acquisito, e lo diciamo senza presunzione alcuna, un minimo di conoscenza.
Nel nostro intervento avremmo voluto rimarcare la gravità della mancata convocazione del primo consiglio comunale sulla cava, cosi come ci era stato promesso, ma sopratutto avremmo voluto sottolineare la necessità e l'urgenza di ottenere un incontro con il Presidente della Regione Caldoro, aperto anche ad una rappresentanza del comitato, per chiedere lo stralcio immediato della cava dal piano rifiuti e sopratutto per comprendere quali iniziative e risorse il Presidente vuole mettere in campo, dopo le dimissioni del Commissario Vardè, per l'attuazione di un ciclo virtuoso dei rifiuti nell'Area Flegrea.
In ultimo, ma non in ordine d’importanza, intendevamo chiedere di approvare una delibera di solidarietà ad Alessandro Parisi, importante esponente di FreeBacoli, che in ragione della sua attività ha visto la propria auto data alle fiamme.
Sperando che arrivi anche dal sindaco di Pozzuoli, ad Alessandro Parisi e alla redazione di FreeBacoli va per adesso tutta la nostra solidarietà!
Pozzuoli – Quarto, 29 giugno 2012

Comitato Castagnaro

venerdì, giugno 15

Atto di Sindacato Ispettivo dell' On.Bossa

In tale documento il Ministero dell Ambiente chiede al Comune di Pozzuoli "...se e quali misure di salvaguardia intenderanno adottare onde preservare i valori naturalistici e paesaggistici dell'area in esame e se sia stata espletata la procedura di Valutazione d'Incidenzsa allo scopo di identificare e quantificare i possibili impatti che tali opere potrebbero arrecare a carico dei numerosi  Siti di Importanza Comunitaria nonché delle Zone di Protezione Speciale presenti nel territorio..."






giovedì, giugno 14

La Diocesi di Pozzuoli ancora a fianco ai cittadini per dire NO! alla discarica del Castagnaro

COMUNICATO STAMPA

La Diocesi di Pozzuoli ancora a fianco ai cittadini per dire NO! alla discarica del Castagnaro: Sabato 16 giugno alle ore 17 Messa nella cava del Castagnaro.

La Diocesi di Pozzuoli é stata fin dall'inizio a fianco ai cittadini che si sono impegnati in una lunga e difficile battaglia contro la realizzazione dello scellerato progetto di apertura di una discarica nella cava del Castagnaro. L'impegno della comunità ecclesiale si é già espresso con la partecipazione massiccia alle manifestazioni organizzate dal Comitato e l'organizzazione di processioni e fiaccolate che hanno visto la partecipazione di migliaia di persone che hanno attraversato tutto il territorio di Quarto per concludersi nella piazza centrale del paese o nella stessa Cava. Infine nella mattinata del 13 marzo tutte le campane della forania di Quarto, su disposizione del vescovo Mons. Pascarella, hanno suonato per il lutto cittadino proclamato dall’amministrazione comunale di Quarto per ricordare la morte del nostro ambiente in seguito alla decisione di realizzare la discarica al Castagnaro.
Ora la diocesi di Pozzuoli, in un momento importantissimo per le sorti del nostro territorio dopo il deliberato della provincia e del suo presidente che hanno detto NO! alla discarica al Castagnaro, ha voluto condividere ancora una volta e in modo forte la battaglia contro la discarica con una decisione veramente importante: la celebrazione della messa sulla cava del Castagnaro. Con queste parole il Vicario foraneo di Quarto, don Gennaro Guardascione, ha comunicato la decisione:”L’intera comunità cittadina si riunisce con i suoi pastori per chiedere dal Signore il dono dello Spirito Santo su coloro che sono chiamati a governare e gestire il nostro territorio affinché facciano scelte coraggiose a favore dello sviluppo e del futuro dei nostri bambini.
Tutti siamo chiamati a partecipare per dire ancora una volta il nostro si per la natura e per la nostra città.”
Parole che facciamo nostre invitando tutti a partecipare perché la nostra battaglia di civiltà e a tutela della salute di tutti gli abitanti dell’area flegrea non si ferma e non si fermerà.
Pozzuoli -Quarto, 13 giugno 2012

sabato, giugno 9

ANCHE IL CONSIGLIO PROVINCIALE ALL'UNANIMITA' DICE NO! ALLA DISCARICA DEL CASTAGNARO.


COMITATO    CASTAGNARO

COMUNICATO STAMPA

ANCHE IL CONSIGLIO PROVINCIALE ALL'UNANIMITA' DICE NO! ALLA DISCARICA DEL CASTAGNARO. 

LA MOBILITAZIONE POPOLARE NON SI FERMA E NON SI FERMERA' FINO ALLO STRALCIO DELLA CAVA DEL CASTAGNARO

Ieri il Consiglio provinciale di Napoli ha approvato all'unanimità un ordine del giorno con il quale delibera:
  • “di ritenere inidonea la cava del Castagnaro quale sito di smaltimento di rifiuti di qualsiasi natura sia pure qualificato quale ricomposizione ambientale;  
  • di richiedere conseguenzialmente al Commissario Vardè di stralciare la cava del Castagnaro dai siti da lui individuati per la ricomposizione ambientale con CER 190503;
  • di sollecitare la definizione della impiantistica alternativa proposta dai comuni dell'area flegrea quale idoneo contributo al ciclo dei rifiuti;
  • di ritenere necessaria l'apertura di un tavolo di confronto tra Provincia, Regione, Comune di Napoli e Comuni flegrei per la individuazione di soluzioni alternative e in particolare per la individuazione di una  impiantisca alternativa;
  • di impegnare il Presidente della Provincia, on. Luigi Cesaro, ad assumere tutte le iniziative necessarie per dare attuazione al presente deliberato, pur nel rispetto delle prerogative che la legge assegna al Commissario straordinario per la individuazione dei siti da adibire a discarica;”
e il Presidente CESARO in seguito all'approvazione ha dichiarato che chiederà l'immediato stralcio della Cava del Castagnaro.
Un'altra vittoria della mobilitazione popolare, che va avanti da dicembre 2011, e delle nostre buone ragioni che hanno ormai convinto tutte quelle istituzioni che vogliono  effettivamente ascoltare le popolazioni.
Adesso il commissario Vardè stralci la cava del Castagnaro oppure si dimetta!
Il Presidente Caldoro non può continuare a tacere!
 
La mobilitazione popolare continua e non si fermerà fino allo stralcio della cava del Castagnaro!
Abbiamo rappresentato in tutte le sedi le ragioni del nostro NO!, ragioni supportate da solide argomentazioni tecniche e scientifiche, ragioni che hanno convinto ormai un numero incredibile di istituzioni, esponenti politici, di tutti gli schieramenti, tecnici, docenti universitari, uomini della cultura e delle professioni e migliaia e migliaia di persone che sono scese al nostro fianco per protestare contro una scelta irragionevole e sbagliata, foriera di danni per l'ambiente e la salute di migliaia di persone.
E' necessaria una decisione definitiva che escluda il Castagnaro. Le alternative esistono come ritiene anche la Provincia, l'ente gestore del ciclo dei rifiuti, e lo stesso presidente Cesaro: riduzione dei rifiuti a monte, una raccolta differenziata seria, che dia posti di lavoro ai tanti giovani disoccupati della zona flegrea, impiantistica alternativa.
I comuni dell'area flegrea di intesa con la provincia di Napoli già stavano lavorando ad una impiantistica alternativa ma Caldoro e Vardé rimangono sordi.  E' necessario che su iniziativa dei sindaci di Pozzuoli e Quarto si riapra un tavolo di confronto tra Regione, Provincia, comune di Napoli e Comuni flegrei che, partendo dallo stralcio della cava del Castagnaro, realizzi un ciclo virtuoso dei rifiuti.
LA POPOLAZIONE  TUTTA NON SI ARRENDE, NON ABBASSA LA GUARDIA E NON CEDERA’ ALLA LORO POLITICA DELLO SFIANCAMENTO!
NOI NON TORNEREMO A CASA! Noi non possiamo tornare a casa!
Abbiamo il dovere di difendere le future generazioni e noi stessi dai mali che porterà questo disastro!!
Quarto-Pozzuoli 9 giugno 2012


domenica, giugno 3

LE RAGIONI DEL NOSTRO NO!


LE  RAGIONI DEL NOSTRO NO!
 Il sito scelto è assolutamente inidoneo per l’allestimento di una discarica sotto svariati profili:

1.                  dista solo 42 metri dalle prime case di un centro abitato detto proprio del Castagnaro e non risulta che sia stato effettuato uno studio previsionale (ad es. studio dei venti) relativo agli odori e al trasporto degli inquinanti;
2.                  dista poche centinaia di metri, in linea d’aria, dalla discarica di località Pisani per la quale é pendente un procedimento penale per disastro ambientale davanti al giudice monocratico del Tribunale di Napoli dr. Vincenzo Caputo, nel cui ambito é stata prodotta una consulenza tecnica in cui si afferma che in una vasta area confinante con la discarica di Pianura che tocca anche il Castagnaro, “ in alcuni punti la quantità dell’ossigeno e/o degli idrocarburi è risultata non compatibile con la vita umana”;
3.                   la cava é a quota di campagna (+3m rispetto al piano stradale) la discarica dovrebbe svilupparsi in altezza per circa 100/150 metri  una vera e propria  “montagna di rifiuti” con pericolo frane e smottamenti
4.                  insiste su un'area a Protezione integrale con Restauro Paesaggistico Ambientale “Zona P.I.R..” secondo il Piano Territoriale Paesistico dei Campi Flegrei,  ai limiti dell'Area del Parco dei Campi Flegrei (territorio vincolato per la presenza di foreste e boschi densamente vegetata l'intervento comporta un grave depauperamento delle bellezze  naturalistiche), il recente piano regionale di gestione dei rifiuti della Regione Campania, pubblicato sul Bollettino ufficiale della Regione Campania n 80 del 27 dicembre 2011 e approvato in data 16 gennaio 2012 dal Consiglio regionale, prevede espressamente il divieto di realizzazione di discariche e di altre tipologie impiantistiche legate ai rifiuti, in piena ottemperanza al disposto del vigente Codice dei beni culturali e del paesaggio che, tra le aree tutelate per legge (art. 142 decreto legislativo n. 42 del 2004) per lo specifico interesse paesaggistico, include anche i parchi e le riserve nazionali o regionali, nonché i territori di protezione esterna dei parchi; precisamente come nel caso dell'area del Castagnaro;
5.                  si trova anche nelle immediate vicinanza del Sito di Importanza Comunitaria (SIC) "Monte Barbaro e Cratere di Campiglione, individuato ai sensi della Direttiva 92/43/CEE denominata "Habitat";
6.                  la zona è gravata da vincolo idrogeologico ai sensi del R.D. 30 dicembre 1930;
7.                  area a  Rischio molto elevato R4, derivante da frane ed alluvioni secondo il Piano Stralcio per l’Assetto Idrogeologico dell’Autorità di Bacino Nord Occidentale di Napoli;
8.                  Il P.RA.E. posiziona la cava nelle Aree  di Crisi n°4 e  Aree di Particolare Attenzione n°1;
9.                  il suolo é altamente permeabile trattandosi di cava di lapillo materiale poroso e incoerente, senza alcuna barriera geologica naturale, indispensabile anche secondo il citato piano regionale  dei rifiuti;
10.              con falda acquifera tra i 20 e i 25 metri di profondità e quindi facilmente raggiungibile anche a causa di fratture del suolo e della permeabilità dello stesso in area sovrastante il c.d. Pozzo flegreo una riserva d'acqua sotterranea a servizio della città di Napoli;
11.              insiste in zona sismica “zona n. 2 da O.P.C..M. n. 3274/2003” Zona con pericolosità sismica media dove possono verificarsi terremoti abbastanza forti, e zona bradisismica con alta instabilità nell'ultima crisi bradisismica 1982-84 l'area del Castagnaro ebbe un sollevamento di 20cm e uno sforzo orizzontale di 5cm, con prevedibili e disastrosi effetti su qualsiasi impermeabilizzazione;
12.              insiste su un area di pregio archeologico non compatibile secondo la Soprintendenza ai beni archeologici con l'apertura di una discarica e di un nuovo asse viario;
13.              la viabilità esistente non può sopportare l'incremento veicolare dovuto ai mezzi pesanti in entrata e in uscita dalla discarica per cui  é addirittura prevista la realizzazione di un nuovo asse viario che dovrà collegare la provinciale di Monteruscello con il Castagnaro attraversando terreni a bosco ceduo e agricoli senza uno studio previsionale di possibili impatti ambientali e specialmente dell'incremento dei livelli di PM 2,5 e PM 10, i primi ad alto rischio cancerogeno (sui terreni interessati da questa opera viaria lo scrivente ha già reso dichiarazioni alla commissione regionale ecomafie);
14.              la cava si trova in area SIN (siti inquinati o potenzialmente inquinati di interesse nazionale), in territorio vincolato (coperto da foreste e boschi);
15.              Il coefficiente d'uso dovrebbe essere 1.5, il coefficiente si riferisce al livello di sicurezza a cui  bisogna rapportarsi nella realizzazione dell'intervento ed è determinato in relazione agli eventi dannosi che possono verificarsi in caso di calamità naturali (terremoti, frane, alluvioni ecc.) . Il coefficiente, trattandosi di discarica, è molto alto. Ciò  dimostra la scelleratezza della scelta , in quanto, pur in presenza di un coefficiente alto, si individua un sito che per tutte le sue caratteristiche geologiche, idrauliche non dà alcuna garanzia di sicurezza;
16.              Condotta idrica a servizio dell'area di Ischia a non più di mt. 200;
17.              Area ad alta vocazione turistica e con produzione enogastronomiche di gran pregio, produzione DOC di vino  falanghina, mela annurca e ciliegie, le coltivazioni sono contigue all'area di discarica (nel piano regionale rifiuti é  vietata la realizzazione di discariche in zone prossime a coltivazioni DOC)
18.              Costo esorbitante: Costo di realizzazione €. 24.508.794,92, Fase operativa €. 10.700.000,00, Fase post-operativa €. 7.500.000,00 TOTALE €. 42.708.794,92 senza conteggiare il costo di realizzazione del novo asse viario  (dati riportati in progetto preliminare)

La famigerata e sbandierata ricomposizione ambientale della cave con compost fuori specifica  le  ragioni di un NO! :
1.                  Il Commissario straordinario  per la individuazione dei siti non ha alcuna competenza in materia di ricomposizione ambientale delle cave ma solo per la individuazione e realizzazione di discariche;
2.                  Il Compost fuori specifica CER 190503 non viene prodotto e non é stato mai prodotto dagli stir campani che non sono neppure autorizzati a produrlo.  La discarica andrebbe in esercizio nel 2013 e il compost fuori specifica anche secondo le più rosee previsioni sarebbe prodotto non prima del 2015 nel frattempo nella discarica del Castagnaro non potrebbe che essere portato il tal quale.

3.                  L’utilizzo del  Compost Fuori Specifica (CER 190503) per “rinaturalizzare” cave dismesse o abbandonate è considerarsi estremamente rischioso per l’uomo e per l’ambiente per i seguenti motivi:

A) Non può essere considerato un materiale di ricomposizione ambientale perché  è fortemente inquinato ed è ancora oggetto di processi microbiologici di fermentazione.
B) Anche se il prodotto della fermentazione dal punto di vista tecnico si considera “Biostabilizzato” nella realtà questa tipologia materiale anche se viene mescolato a materiale inerte è un  materiale organico  e come tale è soggetto ad altre fermentazioni ed  altri processi biologici di trasformazione con le altre componenti del terreno.   
C) Poiché il Compost Fuori Specifica CER è costituito da materiale organico contaminato ancora biodegradabile, durante i processi di mineralizzazione della sostanza organica, che necessita di tempi lunghi,  possono essere rilasciati elementi inquinanti nei vari comparti ambientali (aria, acqua suolo e sottosuolo).
D) Non appare realisticamente possibile il riempimento parziale o totale o di cave dismesse o la loro risagomatura  perché si tratta di materiale inquinato ed instabile che potrebbe solamente essere usato, laddove consentito,  per profondità limitate (1 metro circa).
E) Allo stato attuale delle conoscenze il   Compost fuori specifica CER 190503 può essere utilizzato esclusivamente per la ricopertura dei rifiuti solidi urbani in discarica o l’incenerimento in impianti idonei ma non è possibile altra utilizzazione senza arrecare danni irreparabili all’ambiente.

4. Il compost fuori specifica produce percolato : sono previste due vasche per la raccolta del percolato. I centinaia di camion che percorreranno le strade di Quarto e Pozzuoli “percoleranno” lungo la strada con effetti inquinanti sui suoli che percorreranno e per la popolazione.